Come vedere e aprire la fattura elettronica che hai ricevuto
I tre canali con cui una fattura ti arriva, dove scaricarla dal portale Fatture e Corrispettivi e come trasformare l'XML in una pagina leggibile.
La fattura elettronica che ti hanno emesso non è un PDF: è un file XML che passa attraverso il Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate e arriva a te per uno di tre canali — PEC, codice destinatario di un operatore, oppure messa a disposizione nell’area riservata del portale. Spesso il file ha un nome tipo IT01234567890_FPR02.xml, a volte con la doppia estensione .xml.p7m se il fornitore lo ha firmato: in entrambi i casi è la stessa fattura, cambia solo l’involucro. Servono due cose: sapere dove cercarla e, una volta trovato il file, aprire la fattura elettronica.
Come ti arriva: PEC, codice destinatario o portale
Il comportamento dello SdI è documentato nella guida ufficiale: la fattura viene recapitata all’indirizzo telematico scritto dentro il file, cioè il campo «Codice Destinatario» o la «PEC Destinatario» (Agenzia delle Entrate, cosa fa il Sistema di Interscambio).
| Canale | Come funziona | Cosa vedi |
|---|---|---|
| PEC | hai dato la tua posta certificata al fornitore | allegato .xml (o .xml.p7m) nel messaggio di consegna |
| Codice destinatario | il codice a sette caratteri che comunichi al fornitore | il file arriva al tuo intermediario o al tuo gestionale |
| Nessuno dei due | consumatore finale, o codice generico «0000000» | fattura messa a disposizione nell’area riservata del portale |
Il terzo caso è quello del privato senza partita IVA: il più delle volte non ricevi alcun file. Lo dice l’Agenzia nella guida al servizio di consultazione: quando nel campo «Codice Destinatario» c’è «0000000», la fattura non viene recapitata ma messa a disposizione, ed è importante che il fornitore consegni al cliente una copia, anche su carta, ricordandogli che l’originale è quello elettronico e lo troverà nella sua area riservata (guida consultazione fatture).
Dove si scarica dal portale Fatture e Corrispettivi
L’accesso è al portale «Fatture e Corrispettivi» dell’Agenzia, con SPID, CIE, CNS o le credenziali dell’Agenzia: sono servizi gratuiti dell’ente (il portale). Dal portale entri nel servizio Consultazione, sezione «Fatture elettroniche e altri dati IVA»: lì l’elenco delle fatture emesse e ricevute, e cliccando il simbolo della lente d’ingrandimento puoi visualizzare o scaricare ogni file. L’espressione «cassetto fiscale» è un modo generico di dire: le fatture stanno nella sezione Consultazione del portale, che si apre con le stesse credenziali digitali usate per gli altri servizi online dell’Agenzia. Se hai delegato un intermediario di fiducia, CAF o commercialista, lui entra con la propria area e consulta per te: la delega può coprire anche i soli servizi di fatturazione elettronica e conservazione.
Se ti serve una fattura precisa, chiedi al fornitore data di emissione e numero: con quegli elementi, riconoscerla nell’elenco del portale è immediato.
Lo stato di ogni documento lo leggi dai simboli che l’Agenzia descrive nella guida: spunta verde = fattura consegnata sul tuo canale; alert rosso = non consegnata, solo messa a disposizione. Se una fattura ti serve, scaricala subito: i file restano nell’area di consultazione solo fino al 31 dicembre dell’anno successivo a quello di ricezione da parte dello SdI; dopo, il documento non è più disponibile in quell’area.
Se la fattura non si trova
- Verifica il passaggio dallo SdI. Una fattura non inviata attraverso il Sistema di Interscambio è, per l’Agenzia, non emessa: un PDF arrivato via email ordinaria non è una fattura elettronica ai fini fiscali.
- Scarto. Se il file ha sbagliato i controlli (partita IVA o codice fiscale inesistenti, imponibile e IVA incoerenti, indirizzo telematico assente), lo SdI notifica una ricevuta di scarto al fornitore e la fattura non arriva: il fornitore corregge e ritrasmette.
- Canale non disponibile. PEC piena o canale del destinatario non attivo: lo SdI invia al fornitore la ricevuta di impossibilità di recapito e la fattura resta a disposizione nel portale. Per l’Agenzia, in questo caso la fattura si considera emessa dal fornitore ma non ancora definitivamente ricevuta, agli effetti fiscali, dal cliente: il fornitore deve avvisarlo di verificare nel portale. Un PDF inviato via email non risolve la situazione.
- Fattura non intestata a te. Se ricevi una fattura per un acquisto mai fatto, la contestazione va fatta direttamente con il fornitore, come indicato nella guida dell’Agenzia: dallo SdI passano solo file e ricevute di esito.
Aprire la fattura elettronica che hai in mano
Che il .xml sia arrivato nella tua PEC, scaricato dal portale o copiato da una email su una chiavetta, il problema è identico: è un file di dati, non una pagina. Trascina quel file — o un .xml.p7m se la fattura è firmata — nell’area in alto della pagina del visualizzatore di fattura elettronica: ottieni la fattura impaginata con cedente, righe, IVA e totale, la copia PDF da leggere e inviare al commercialista, e l’XML originale che resta il documento. Se non capisci cosa contengano i tag, la guida su come aprire un file XML ti spiega i tre strumenti generici; se invece a non aprirsi è l’intero messaggio di posta certificata, con la busta di trasporto e gli allegati, la guida sul p7m ricevuto via PEC spiega come distinguerne i componenti.
La conservazione a norma
Scaricato il file, una cartella del desktop non basta: l’obbligo di conservazione a norma (art. 39 DPR 633/1972) vale per chi emette e per chi riceve, e l’Agenzia offre il servizio gratuito dalla propria area riservata. Il dettaglio del processo è fuori dallo scopo di questa guida: per ora ti basta non perdere l’XML.
Recupera il file e aprilo nel browser
Per aprire la fattura elettronica senza interpretare i tag, prendi il file .xml o .xml.p7m che hai scaricato e mettilo nell’area di apertura in cima alla pagina. Con l’account gratuito vedi il riepilogo e l’anteprima; il documento completo si sblocca a pagamento, e il file non lascia mai il tuo dispositivo.
Domande frequenti
Come aprire fatture elettroniche da PEC?
Se hai comunicato una PEC come indirizzo telematico, la fattura arriva come allegato del messaggio, di solito un file .xml o .xml.p7m. Scarica l'allegato dall'app di posta o dalla webmail e aprilo nell'area di apertura: la PEC è il canale, il file resta la fattura originale.
Come può un privato consultare le fatture elettroniche?
Accedendo con SPID, CIE, CNS o credenziali dell'Agenzia al portale Fatture e Corrispettivi, sezione Consultazione: lì le fatture vengono messe a disposizione quando non sono state recapitate su un canale telematico, per esempio quelle verso i consumatori finali con codice destinatario generico.
Cosa fare se non trovo una fattura elettronica?
Prima verifica nel portale se risulta consegnata o solo messa a disposizione. Se non risulta alcuna traccia, chiedi al fornitore la ricevuta di consegna dello SdI: una fattura che non è passata dal Sistema di Interscambio è considerata non emessa, e un PDF mandato per email non la sostituisce.
Perché non vedo la fattura elettronica nel portale?
Di solito è un problema di canale: codice destinatario errato o mai comunicato, PEC piena, oppure fattura scartata dallo SdI perché i dati anagrafici del cliente non sono validi. In tutti questi casi il fornitore deve correggere e ritrasmettere il file; nel frattempo la fattura resta a disposizione nel portale.
Serve un programma per aprire il file XML della fattura?
Non per leggerla: un visualizzatore FatturaPA nel browser basta, e la lettura impaginata della fattura è ciò che serve a un privato. I programmi servono a chi registra le fatture in contabilità ; l'originale XML comunque va conservato insieme alla copia di consultazione.
Trascina qui il tuo file .p7m / .p7s / .tsd / FatturaPA
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