File TSD e M7M: cosa c'è dentro i contenitori della marca temporale
Che cos'è la struttura TimeStampedData, cosa c'entra l'estensione m7m nei flussi italiani e quali informazioni ricavi davvero da questi file.
Un file .tsd è un contenitore che lega un documento alla sua marca temporale: la prova, firmata da un’autorità di time-stamping, che quel contenuto esisteva a una certa ora. Lo definisce la RFC 5544 con il nome TimeStampedData, e in Italia lo incontri soprattutto nei flussi di conservazione insieme a .m7m, il file “firmato e marcato” dei manuali di conservazione delle amministrazioni. Il punto critico, subito: spesso il documento non sta dentro il .tsd, che conserva impronta e metadati; quindi aprire il file della marca non equivale a riavere il documento. Qui vedi struttura, provenienza e cosa si può leggere davvero.
Che cos’è un file TSD secondo lo standard
La RFC 5544, pubblicata nel 2010 come contributo indipendente, si intitola “Syntax for Binding Documents with Time-Stamps”: un involucro, costruito sul formato CMS delle firme, per tenere agganciati a un file uno o più timestamp token emessi secondo la RFC 3161. L’autore è Adriano Santoni di Actalis S.p.A., lo stesso contatto indicato nella registrazione presso IANA del tipo application/timestamped-data, la cui estensione registrata è .tsd.
Dentro un TSD la struttura prevede:
version: numero di versione della sintassi;dataUri: eventuale indirizzo a cui riprendere il documento marcato;metaData: nome del file, tipo MIME, ulteriori metadati (almeno uno fra questi campi deve esserci);content: il documento incorporato, facoltativo;temporalEvidence: la prova temporale, di norma uno o più token RFC 3161 dell’autorità di time-stamping, con tanto di eventuale lista di revoca allegata.
Se il campo content è assente, il TSD attesta il riferimento temporale ma non contiene il documento: per vederlo serve l’originale.
Da dove arrivano TSD e M7M
La marca temporale si appoggia a un documento che esiste già: un contratto firmato, una email archiviata, una perizia. Chi emette la marca consegna un token; chi si occupa della conservazione lo racchiude in un contenitore. Nei manuali di conservazione pubblicati dalle amministrazioni italiane .tsd e .m7m compaiono proprio come “formati che contengono altri file”: il manuale di Insiel ospitato nella banca documenti di agid.gov.it li mette in questa categoria, nello stesso elenco in cui TSR e TST figurano come marche temporali e il .p7m come busta di firma CAdES-BES; il manuale di conservazione Unioncamere elenca fra i formati accettati in conservazione anche i “File con marcatura temporale: TSD, M7M”.
| Estensione | Cosa dichiarano i manuali | In pratica |
|---|---|---|
| .tsd | TimeStampedData, formato che contiene altri file | marca + metadati, a volte il documento |
| .m7m | file firmato digitalmente e marcato | documento, sottoscrizione e prova temporale insieme |
| .tsr | TimeStampResponse | la risposta del servizio di marca, con dentro il token |
| .p7m | busta di firma CAdES-BES | documento e firme in un’unica busta |
Se hai una busta .p7m, il percorso è estrarre il PDF da un p7m; se hai una firma separata, la guida al file p7s spiega l’abbinamento con l’originale.
Come aprire un file TSD o M7M
- Raccogli il file: spesso arriva dal servizio di apposizione della marca, dal gestore di conservazione o dal portale che ha protocollato il documento.
- Trascinalo nell’area in alto di questa pagina: aprirep7m.app riconosce i contenitori di marca leggendo i byte, quindi l’estensione esatta non è un requisito e funziona anche con nomi cambiati o versioni base64.
- Leggi cosa restituisce: l’autorità di time-stamping che ha emesso la marca e l’ora attestata sono le informazioni principali della scheda; intorno trovi i dati che il contenitore dichiara.
- Con l’account gratuito (Google, o email e password) consulti il riepilogo; le funzioni complete sul documento, quando applicabili, sono a pagamento. Tutto resta sul dispositivo.
- Se il contenuto non è incorporato, il documento va ripreso dall’originale che ti serve conservare accanto alla marca: è la regola di base dei formati separati.
Cosa dimostra una marca, cosa no
Il meccanismo della RFC 3161 funziona così: il richiedente invia all’autorità l’impronta crittografica del documento, l’autorità risponde con un token firmato dal proprio certificato che dichiara l’ora di emissione. La marca quindi attesta l’esistenza certa di quel contenuto a quell’ora: per questo viene apposta su atti, perizie e copie, perché fissa il riferimento temporale senza modificare il documento. Il concetto è spiegato per esteso nella guida marca temporale, che copre il rapporto con firma e scadenze dei certificati.
Sul piano della verifica, i limiti sono chiari: questa pagina mostra i dati contenuti nel file e i controlli che può rifare da sola; non confronta il certificato della TSA con gli elenchi di fiducia, non ne verifica la revoca e non produce giudizi di validità legale. Per quelli servono i servizi di validazione qualificati: il punto di partenza è la guida verifica firma digitale.
Non cercare un PDF dentro un TSD
Chi cerca “convertire file TSD in PDF” di solito vuole rivedere il documento marcato. Il TSD però non impagina nulla: può incorporare il contenuto (campo content) o lasciarlo fuori. Quando il documento è dentro, il file da conservare resta comunque l’originale firmato. E se l’originale è firmato a sua volta, la sua lettura passa dalla guida ai formati di firma e, per la busta CAdES, dall’estrazione del PDF.
Dai contenitori di marca alla lettura del documento
Se hai un file .tsd o un .m7m in archivio, la domanda da porsi è una: quando, e da chi, è stata emessa la marca. Trascina il contenitore nell’area in alto e la risposta compare in pochi secondi, senza software e senza caricamenti; per il documento, tieni pronto l’originale: marca e contenuto vanno letti insieme.
Domande frequenti
Come posso aprire un file TSD?
Nel browser, senza installare nulla: trascina il file nell'area in alto di questa pagina. Il sito riconosce la struttura TimeStampedData dai byte e mostra l'autorità di time-stamping che ha emesso la marca e l'ora attestata; con l'account gratuito leggi il riepilogo, e il file non lascia il dispositivo.
Che cos'è un file M7M?
Nei manuali di conservazione delle amministrazioni italiane l'estensione M7M indica un file firmato digitalmente e anche marcato temporalmente: un contenitore che tiene insieme documento, sottoscrizione e prova temporale. Come il TSD, appartiene alla famiglia dei formati che racchiudono altri file.
Il file TSD contiene il documento?
Dipende. Nella struttura definita dalla RFC 5544 il campo content è facoltativo: può portare il documento incorporato, oppure no, nel qual caso il file conserva l'impronta e un URI che consente di riprendere il documento. Per questo, davanti a un TSD, il documento originale va comunque custodito a parte.
Qual è la differenza tra TSD e TSR?
Il TSR è la risposta del servizio di time-stamping: il token della marca, firmato dall'autorità. Il TSD è un contenitore più ampio che, oltre alla marca, può tenere i metadati del documento e persino il documento stesso. I manuali di conservazione li elencano come voci distinte.
Si può convertire un file TSD in PDF?
Non è una conversione: il TSD non è un formato di impaginazione. Se il documento originale era un PDF, quel PDF vive nel tuo archivio o, in alcuni contenitori, incorporato nel TSD. Da qui si legge la marca; per consultare il documento si apre l'originale, come per la firma separata.
La marca nel TSD prova che il documento è autentico?
La marca prova che quel contenuto esisteva, con quell'impronta, all'ora dichiarata dall'autorità di time-stamping. Non dice chi ha scritto il documento e non sostituisce la firma. E questo sito mostra i dati della marca: non valida i certificati contro elenchi di fiducia né liste di revoca.
Trascina qui il tuo file .p7m / .p7s / .tsd / FatturaPA
Apri il tuo file