Come leggere una marca temporale nei file firmati

Differenza tra l'ora dichiarata dalla firma e l'ora garantita da una terza parte, dove trovi la marcatura dentro i file e cosa puoi leggerne qui.

La marca temporale è la prova che un dato esisteva già a un certo istante: a fornirla è una terza parte fidata, una Time Stamping Authority, che appone la propria firma e la propria ora sopra un’impronta del tuo documento. Nel protocollo è definita dalla RFC 3161, che descrive la richiesta di marca e il token di risposta. Insieme alla firma digitale serve a questo: rendere la prova affidabile anche tra anni, quando i certificati coinvolti saranno scaduti o revocati.

Come funziona una marca temporale

Il flusso è sempre lo stesso, e ha una caratteristica rilevante per la privacy: la TSA non riceve mai il documento.

  1. Il software di firma calcola l’impronta crittografica (hash) del dato da marcare.
  2. Invia alla TSA solo l’impronta, con l’algoritmo usato e un identificatore di richiesta.
  3. La TSA verifica di poter firmare, aggiunge l’ora del proprio orologio e firma un token: il Time Stamp Token.
  4. Il token viene allegato alla firma (o salvato come marca separata) e resta leggibile insieme al file.

La RFC 3161 impone alla TSA di usare una fonte di tempo affidabile, di firmare ogni token con una chiave dedicata la cui destinazione è dichiarata nel certificato (l’estensione di uso della chiave deve essere marcata come critica), e di non inserire nel token alcuna informazione che identifichi chi ha fatto la richiesta.

Marca temporale e firma digitale: due garanzie diverse

La firma contiene quasi sempre un attributo signing-time: l’ora letta sull’orologio del computer di chi ha firmato. Adobe Acrobat Reader lo dice esplicitamente, nel messaggio di validazione: «Signature time are from the clock on the signer’s computer». È un riferimento, non una garanzia. La marca temporale arriva da una terza parte e attesta un fatto: a quell’ora l’impronta esisteva.

Elemento Chi lo dichiara Garantisce Dove lo trovi
signing-time il computer del firmatario niente: è una dichiarazione attributo firmato della busta
marca temporale sulla firma la TSA che la firma esisteva a quell’ora attributo signature-time-stamp
marca sul documento la TSA che il documento esisteva attributo content-time-stamp o token separato
marca di archiviazione la TSA, ripetuta nel tempo la validazione di lungo periodo livello più alto della firma

Se ti interessa la differenza tra firma e ora di firma come prove legali, la guida sulla verifica della firma digitale spiega quando conta l’uno e quando l’altra.

Che cos’è una marca temporale qualificata

Il regolamento europeo eIDAS definisce all’articolo 3 l’«electronic time stamp» come il dato che lega altri dati a un’ora stabilendo che esistevano a quel momento, e all’articolo 42 i requisiti della versione qualificata: vincolo tra ora e dati che renda impossibile alterarli senza che si noti, origine del tempo collegata al tempo universale coordinato (UTC), firma o sigillo del prestatore qualificato a garanzia del token. In italiano: perché la marcatura conti come servizio fiduciario qualificato, la TSA deve essere un prestatore qualificato e vigilato — AgID ne elenca i prestatori attivi in Italia. Le marche ottenute da servizi che non passano da un prestatore qualificato restano riferimenti tecnici, non servizi fiduciari.

Dove si trova la marca temporale nei file

La marca non è un tipo di file: è un token che può stare dentro contenitori diversi.

Cosa vedi della marca su aprirep7m.app

Quando trascini un file nell’area in alto, il pannello dei firmatari riporta i dati contenuti nella firma, marca temporale inclusa quando presente: l’autorità di timestamp e l’ora dichiarata. Con .tsd e .m7m la marca temporale è proprio il contenuto del file: l’entità che ha emesso il token e l’ora compaiono nella scheda. Sono letture dei dati dichiarati nel file, non validazioni: il sito non confronta la firma della TSA con le liste di fiducia e non controlla lo stato di revoca, quindi non può dire se una marca è valida in senso legale. Per quello, usa un validatore ufficiale; il percorso è descritto nella verifica della firma digitale, sezione strumenti.

Quando ti serve una marca temporale

Rispondi a queste domande e capisci se la marca temporale ti serve:

Se hai risposto sì anche a una sola, la marca temporale è l’elemento che trasforma la firma di oggi in una prova consultabile domani. Se invece devi solo aprire un file firmato e vedere chi ha firmato, la marca la trovi scritta nel file e ti basta leggerla.

Apri il file e leggi la marca temporale

Trascina in alto il .p7m, il .tsd o il .m7m che ti hanno mandato. Con l’account gratuito la scheda mostra firmatari, ora della firma e marca temporale quando c’è, senza che il file lasci il dispositivo; quando ti serve il documento intero con download e stampa si sblocca a pagamento. Leggere una marca temporale è il primo passo: la validazione spetta a un validatore ufficiale, e i dati letti qui ti servono per affrontare la verifica con il file in mano.

Domande frequenti

Cosa accade a un documento firmato digitalmente se vi viene apposta una marca temporale?

Il documento non cambia e la firma resta quella: accanto alla firma viene aggiunto un token firmato dall'autorità di timestamp, che attesta l'esistenza dell'impronta a quell'istante. Da quel momento puoi dimostrare che la firma esisteva già a una data certa, anche quando il certificato del firmatario sarà scaduto o revocato.

Che differenza c'è tra marca temporale e riferimento temporale?

Il riferimento temporale è un'informazione di data e ora scritta nel file, come l'attributo signing-time della firma: dipende dall'orologio del computer di chi ha firmato e non è garantito da nessuno. La marca temporale è invece un token firmato da una terza parte qualificata, la TSA, che dichiara quell'impronta esistente a una precisa ora: da qui nasce la prova.

La marca temporale scade?

Il token in sé non scade: resta una dichiarazione firmata nel passato. Per potersi appoggiare a quella dichiarazione, però, la firma della TSA deve essere stata valida al momento della marcatura e vanno disponibili i dati per controllarla: per conservazioni molto lunghe gli standard prevedono livelli con archiviatura e ri-marcature periodiche.

Come si appone una marca temporale su un file?

Con un servizio di validazione temporale: il software calcola l'impronta crittografica del documento, la invia a una Time Stamping Authority e incorpora la risposta firmata nel file, nel formato previsto dal livello superiore della firma. aprirep7m.app non appone marche temporali: apre e mostra quelle già contenute nei file che analizzi.

La marca temporale serve anche senza firma digitale?

Sì: marcare un documento significa fissarne l'impronta a una certa ora, ed è utile anche per file non firmati, contratti da datare, versioni di codice. Il formato TimeStampedData della RFC 5544 impacchetta documento e marche in un unico contenitore; in Italia il pacchetto con marca e documento prende spesso le estensioni .tsd o .m7m.

Come faccio a vedere la marca temporale di un file che ho ricevuto?

Se è una busta .p7m, il token può essere nel suo interno come attributo: nell'area in alto il pannello dei firmatari riporta la marca temporale quando c'è. Se è un .tsd o un .m7m, aprirep7m.app riconosce il contenitore e mostra l'autorità di timestamp e l'ora dichiarata. Ricorda che leggere il token non è validarlo: la verifica formale spetta a un validatore.

Trascina qui il tuo file .p7m / .p7s / .tsd / FatturaPA

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