Come verificare una fattura elettronica: controlli, codici di scarto e firma
Cosa controlla il Sistema di Interscambio, cosa provoca uno scarto e cosa può dirti â o non dirti â chi apre il file nel browser.
Verificare una fattura elettronica significa rispondere a tre domande separate: se il file si legge e dice quello che aspetti, se il Sistema di Interscambio lâha accettata e recapitata, e se la firma apposta sul file dice qualcosa di utile. Un controllo solo non basta, e non tutti e tre si fanno nello stesso posto. Questa pagina distingue cosa controlla chi apre il file, cosa controlla lo SdI e dove si fa la verifica formale.
I tre livelli di verifica, e dove si fanno
| Cosa vuoi sapere | Chi te lo può dire | Come |
|---|---|---|
| Se i dati della fattura sono corretti e leggibili | tu, con un lettore: la vista in chiaro di questo sito vale come primo controllo | apri lâXML o lâ.xml.p7m e confronta con lâordine |
| Se la fattura è fiscalmente emessa e recapitata | il Sistema di Interscambio | ricevute di consegna, di scarto o di impossibilità di recapito |
| Se la firma sul file è formalmente valida | un validatore qualificato | ricalcolo del digest qui; elenchi di fiducia e revoca altrove |
Il tracciato del file, con i suoi campi obbligatori, è descritto nella guida sul formato XML della fattura elettronica: lÏ trovi Header e Body, qui ti serve sapere solo che ogni campo obbedisce a regole stringenti.
Cosa fa lo SdI, e cosa causa un scarto
Il Sistema di Interscambio, per ogni file ricevuto correttamente, effettua una serie di controlli propedeutici allâinoltro al destinatario: se anche uno solo fallisce, emette una ricevuta di scarto entro cinque giorni dalla ricezione, e la fattura â o lâintero lotto scartato â si considera non emessa. Lo stabilisce il paragrafo 1.6 delle specifiche tecniche dellâAgenzia delle Entrate per la fatturazione tra privati, da cui vengono i codici dâesempio qui sotto; le specifiche si aggiornano a cicli e lâedizione oggi pubblicata sul portale è la 1.9.1, utilizzabile dal 15 maggio 2026.
Le famiglie di motivi, con i codici di errore delle specifiche:
- Il nome del file: non rispetta la sintassi obbligatoria o ripete un nome giĂ trasmesso (codici 00001 e 00002).
IT99999999999_00002.xml.p7mrispetta la sintassi;fattura(1).xmlno. - Gli identificativi fiscali: codice fiscale o partita IVA di trasmittente, cedente o cessionario che non risultano allâAnagrafe Tributaria (00300-00306), o cessionario senza alcun identificativo (00417).
- La coerenza dei calcoli: prezzo totale che non coincide entro la tolleranza di un centesimo (00423), aliquota scritta 0.10 invece di 10.00 (00424), IVA senza la natura dellâoperazione quando serve o con natura quando non serve (00400, 00401, 00429, 00430), riepilogo IVA mancante per una delle aliquote usate (00419), imposta o imponibile che non sono coerenti (00421, 00422).
- La firma, se presente: certificato scaduto o revocato (00100, 00101), Certification Authority non affidabile (00104), riferimento temporale assente o incoerente (00103, 00105).
- La dimensione: il singolo file non può superare i 5 MB; e se lo invii via PEC il messaggio, allegati compresi, non deve andare oltre i 30 MB, il limite entro cui il gestore PEC garantisce lâinvio. Il problema può quindi emergere prima ancora dei controlli.
Le ricevute dello SdI sono la prova
La verifica fiscale non si fa sul file, si fa sulle notifiche. Il flusso è sempre lo stesso: il SdI accetta il file, svolge i controlli e risponde con una ricevuta di consegna (fattura recapitata o messa a disposizione), di scarto (motivi sopra) o di impossibilitĂ di recapito. Lâerrore frequente è scambiare per verifica le ricevute del canale di trasmissione â lâaccettazione della PEC del proprio gestore, la risposta del web service: attestano che il file è stato ricevuto, non che la fattura è corretta ed emessa. Se devi recuperare lo stato di una fattura che non trovi o non ricordi, la strada è quella descritta nella guida su dove si trova una fattura elettronica.
La firma: cosa si può verificare e con quale profonditĂ
Prima cosa: la firma sulla fattura tra privati è facoltativa, le specifiche accettano indifferentemente file firmati e non firmati; quando câè, i formati ammessi sono CAdES-BES e XAdES-BES con certificati di firma qualificata rilasciati da certificatori accreditati, presenti nellâelenco pubblico gestito dallâAgenzia per lâItalia Digitale. Se apri il file nellâarea in alto, la pagina ti mostra chi ha firmato, lâente che ha emesso il certificato, il periodo di validitĂ , lâora di firma e la marca temporale se presente, e ricalcola lâimpronta del contenuto. Non fa un confronto con gli elenchi di fiducia nĂŠ un controllo di revoca e non può mostrare un esito di âfirma validaâ.
Per un giudizio formale completo serve un validatore: la Commissione europea mette a disposizione il demo della libreria DSS per validare le firme, che però si dichiara espressamente uno strumento dimostrativo destinato a test. Prima di usarlo considera che il documento viene caricato sui suoi server: con una fattura che contiene dati commerciali è una valutazione da fare.
Checklist prima di registrare una fattura passiva
- Apri il file e controlla i dati: denominazione del fornitore, data, numero, totale.
- Confronta righe, aliquota e imposta con lâordine o il contratto: le incoerenze che lo SdI non controlla (un servizio diverso da quello pattuito) emergono solo dal tuo confronto.
- Verifica il tipo documento: una nota di credito registrata come fattura cambia il segno della contabilitĂ .
- Controlla se câè una firma: se sĂŹ, guarda chi ha firmato e con quale ente; se no, non è unâanomalia, tra privati la firma non è obbligatoria.
- Controlla le notifiche del fornitore, o le tue se emetti: tra quelle non deve esserci una ricevuta di scarto.
- Conserva lâoriginale: lâ.xml.p7m o lâXML, non solo la copia PDF che hai stampato.
Cosa questa pagina non può verificare
In due righe: aprirep7m.app non convalida il file contro gli schemi XSD delle specifiche tecniche, non è collegato al Sistema di Interscambio e non sa se la fattura risulta emessa. Per la verifica di una fattura elettronica con valore formale il riferimento resta lo SdI. Qui però puoi aprire il documento che il commercialista ti contesta, leggerne i dati, capire se il file è integro o danneggiato e vedere chi risulta averlo firmato: trascina la fattura nellâarea in alto; con lâaccount gratuito hai anteprima e firmatari, e nessun byte lascia il dispositivo.
Domande frequenti
Come verificare una fattura elettronica?
Su tre piani distinti: apri il file e controlla che i dati corrispondano all'ordine e alla consegna; verifica che lo SdI non l'abbia scartata, dalle ricevute del canale usato; leggi i dati della firma, se la fattura è firmata. Il sito copre il primo e il terzo piano, lo SdI certifica il secondo.
Cosa significa quando una fattura elettronica viene scartata?
Che non ha superato i controlli formali del Sistema di Interscambio e non è stata inoltrata al destinatario. Le specifiche tecniche sono esplicite: una fattura scartata si considera non emessa, e l'emittente deve correggere il file e ritrasmetterlo.
La ricevuta di accettazione della PEC vale come verifica?
No. Le specifiche lo dichiarano esplicitamente: le ricevute dei canali di trasmissione attestano che il file è stato ricevuto, ma non la correttezza e quindi non l'avvenuta emissione della fattura. Conta solo la ricevuta di consegna emessa dal Sistema di Interscambio.
Come verificare la firma digitale su una fattura XML?
Apri il file firmato, o l'xml p7m con la busta CAdES, e controlla firmatario, ente certificatore e ora di firma. Il ricalcolo dell'impronta si può fare in un browser; il giudizio di validità formale, con elenchi di fiducia e revoche, appartiene a un validatore qualificato.
Il sito valida la fattura contro lo schema XSD dell'Agenzia delle Entrate?
No, e non è collegato al Sistema di Interscambio. Questa pagina legge i byte del file che hai in mano e te lo mostra in chiaro con i dati della firma. La conformità formale la può accertare solo lo SdI, o un validatore che usi prima dell'invio.
Cosa controllare prima di registrare una fattura passiva?
IdentitĂ del fornitore rispetto all'offerta, numero e data, imponibile, aliquota e imposta coerenti tra righe e riepilogo, tipo documento coerente con l'operazione, e assenza di una ricevuta di scarto tra le notifiche ricevute.
Trascina qui il tuo file .p7m / .p7s / .tsd / FatturaPA
Apri il tuo file